A CARTE SCOPERTE Guida didattica

Approfondimenti Una comunicazione può essere un monologo (dal greco monologos che significa conversare da solo ) o un dialogo (dal greco di logos che significa conversare fra più persone ). Il tipo di comunicazione dipende dal sistema di relazioni che caratterizza un determinato gruppo o una determinata istituzione sociale, per cui una struttura gerarchica faciliterà una comunicazione monologica e unidirezionale, mentre una struttura democratica faciliterà una comunicazione dialogica e reciproca. Il dialogo per esistere ha bisogno di un atteggiamento di disponibilità emotiva e di fiduciosa accettazione dell altro, di apertura, per entrare con tutto il proprio essere nella relazione e starvi. la comunicazione dialogica che rende possibile l amicizia e l amore, perché in essa si realizza l uscita dai confini del proprio io, il decentramento e la capacità di mettersi dal punto di vista dell altro. Infatti in tali esperienze ciascuno manifesta se stesso nell autenticità del proprio essere, dona all altro l ospitalità essenziale e la partecipazione alla propria intimità, ciascuno riconosce l altro e riceve da lui quella stessa riconoscenza, senza la quale l esistenza umana è impossibile. In questo senso lungi dall essere soltanto un suono o un soffio, le parole possiedono anche una forza creativa: che oltre a dire portano dentro di sé ciò che vogliono comunicare, e comunicandolo lo instaurano (come nel caso dell amicizia e dell amore). DIALOGO MONOLOGO Comunicazione centrata su se stessi Nel monologo chi parla pone se stesso al centro dell attenzione, si disinteressa di chi ha davanti e delle loro opinioni. Nel monologo non c è un vero ascolto, non si vuole instaurare una relazione ma solo affermare la propria volontà. Comunicazione centrata sull altro e sulla relazione Il dialogo scaturisce dalla volontà di intendere l altro e la cifra di questa volontà è l ascolto. Volontà di condizionamento e persuasione proprio del monologo la volontà di condizionamento e di persuasione. Si dà per presupposto che la verità è data una volta per tutte e ci si considera gli unici detentori. Gli altri diventano persone da convincere con le buone o con le cattive . Ricerca di una «verità non presupposta Chi entra nel dialogo ha la consapevolezza che la verità non si dà una volta per sempre e soprattutto che ognuno ne può aver colto un frammento ma non può possederla tutta. Nel dialogo, nel confronto con gli altri allora si cerca di ricostruire, come con un puzzle, i frammenti della verità, si cerca cioè la interfecondazione e l arricchimento reciproco. Insufficiente «feed-back , chiusura all altro Nel monologo non c è reciprocità, non ci si preoccupa di veri care l effetto della propria comunicazione, non si chiede la conferma e tanto meno una possibile retti ca di ciò che si è detto. Apertura all altro e disponibilità al cambiamento Nel dialogo c è reciprocità, uno scambio di pareri, di interpretazioni, di sentimenti, di emozioni, di bisogni, di informazioni e di conoscenze. Chi parla è disponibile a mettersi dal punto di vista dell altro, a rivedere le proprie posizioni sulla base delle reazioni e delle considerazioni dell altro. Dallo scambio e dall ascolto reciproco spesso si esce cambiati, ci si ritrova su posizioni diverse da quelle iniziali. Potere a chi ha la parola Nel monologo è possibile mantenere il potere solo se ci si è preoccupati di azzittire le voci di opposizione, e di addormentare le coscienza, come nel caso delle dittature, attraverso una informazione di regime (una unica televisione, un unico giornale controllati dal governo per poter selezionare o inventare le notizie da dare). Parità di potere fra gli interlocutori In un ambiente dialogico democratico esistono organi di confronto e di decisione collegiali, tutti hanno la possibilità di esprimere il proprio pensiero e di chiedere su questo il consenso. Esistono regole che garantiscono la libera informazione, l accesso ai mezzi di comunicazione e la possibilità di costituirne di nuovi, oltre a quelli esistenti. Pregiudizio In una comunicazione monologica è facile creare i pregiudizi o cadere in essi: le cose stanno così perché così si dice. Ciò che interessa è la ripetizione e la diffusione del discorso e non la partecipazione all essere di cui si discorre. Assenza di barriere preconcette Nella comunicazione dialogica i pregiudizi non sono usati come barriere per non comunicare, ma c è la disponibilità a veri carli, a metterli in gioco attraverso un apertura sincera. #comunionecomunità Monologo o dialogo? 9 95
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