A CARTE SCOPERTE Guida didattica

3. vero che, come afferma il filosofo, il con-sentire è la porta che spinge due persone a con-vivere, a con-dividere? .................................................................................................................................................................................................................................................................................................. .................................................................................................................................................................................................................................................................................................. .................................................................................................................................................................................................................................................................................................. 4. Il rispetto per se stessi e per l amico secondo Aristotele sono parte integrante della stessa filosofia dell esistenza, ciò che una persona di bene desidera per se stesso lo desidera anche per l amico. Tale affermazione ti richiama un affermazione evangelica di Gesù? Se si quale? .................................................................................................................................................................................................................................................................................................. .................................................................................................................................................................................................................................................................................................. .................................................................................................................................................................................................................................................................................................. .................................................................................................................................................................................................................................................................................................. #comunionecomunità .................................................................................................................................................................................................................................................................................................. 9 ROBERTO LAURITA ha studiato liturgia a Padova (S. Giustina) e catechesi a Parigi (Institut Catholique), è sacerdote e parroco, insegna catechesi presso lo Studio teologico del Seminario di Pordenone e collabora con diverse riviste. esprimere quello che fino a quel momento era rimasto nascosto. Prendere la parola: assumersi la responsabilità di dire «io , di rompere gli indugi per cercare un collegamento. Troppe volte abbiamo ignorato la posizione sovente scomoda di chi parla. [ ] Il peggio accade quando la nostra parola viene annegata nell indifferenza altrui, quando non viene neppure percepita, quando l altro si muove come se nulla fosse stato proferito. [ ] Anche chi ascolta, però non si trova in una situazione facile. Non parlo di quell ascolto meccanico, che consiste semplicemente nel tenere le orecchie aperte e nell accordare uno scampolo di attenzione. Parlo di quell ascolto che allerta il cuore, le regioni profonde della nostra esistenza. Ascoltare richiede, infatti, una volontà a tutta prova, perché ascolta solo chi decide di farlo e di mantenersi in un atteggiamento di disponibilità e di apertura. Non c è nulla di spontaneo in tutto questo! Non viene naturale! Si tratta al contrario di un esercizio ripetuto all interno di un gruppo di persone. Cosa saremmo noi senza il dono della parola? Eppure, com è enigmatica, nel contempo, la parola dell uomo! misteriosa perché viene dal profondo di un essere, sgorga sempre da «qualcuno e porta con sé «qualcosa . La parola contraddistingue gli esseri umani. [ ] Gli esseri umani accedono alla parola un poco alla volta: essa si fà dentro di loro man mano che cresce la qualità del loro essere nel mondo. Cresce dall interno: comincia col balbettio di un piccolo d uomo e arriva all impegno personale di chi promette: «Ti do la mia parola! . Non è acquisita d un colpo, una volta per tutte, ma si trasmette all interno di una comunità, lungo tutto il periodo dì quella esperienza di socializzazione che chiamiamo l educazione. La vita si incarica poi di proseguire questo compito spirituale e migliora sempre più la compagna della nostra intimità quotidiana, la nostra parola. La parola umana è «mista ; e sta qui la sua originalità. Viene «dal di dentro , potremmo dire dall anima, ma si esprime «al di fuori dell uomo per nominare le cose o i sentimenti. Ha due versanti, dunque: una faccia esteriore ed una interiore. [...] Prendere la parola per manifestare, per enunciare. Uscire dal silenzio, affrontare la distanza che ci separa da un altro ed R. Laurita, Editoriale, in Religione e scuola, Gennaio 1997, pp. 1-2 92
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