A CARTE SCOPERTE Guida didattica

Documenti #testimoniovunque Vito Mancuso è docente di teologia e scrittore di notevole fama. Nella sua opera La vita autentica , di cui qui riproponiamo alcune righe, esamina la questione della fedeltà a se stessi, ai proprio valori e ai propri ideali. In questa parte del suo lavoro porta alla luce quali rischi sono impliciti nella ricerca dell autenticità verso il proprio io e quale strada invece potrebbe portare alla verità individuale e profonda di ciascuno di noi. 6 Fedeltà a se stessi? Questo minuscolo sé che cosa contiene di così grande per essergli fedele? Appare spesso così piccolo, altezzoso, supponente, meschinamente interessato.. stupido. Affidarsi a questa instabile imbarcazione per attraversare il mare della vita non è certo una garanzia. Gesù lo insegnava a suo modo dicendo «chi vorrà salvare la propria vita la perderà , cioè chi si concentrerà unicamente su se stesso si smarrirà, chi imposterà la sua vita solo sul proprio interesse e sul proprio piacere non guadagnerà ciò che è veramente prezioso nella vita: «Che giova infatti all uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde la propria anima? (versione della Bibbia del 1971). Siamo in presenza di un paradosso. C è qualcosa che si può perdere o che si può guadagnare, e questo qualcosa è la psyché, l anima spirituale, cioè (dinamicamente considerata) la libertà. Devo fare di tutto per guadagnare la mia anima spirituale, per salvaguardare la mia libertà, perché lo scopo della mia esistenza di uomo consiste esattamente in questo. Ma ecco il paradosso: proprio per guadagnare il centro di me stesso, mi devo superare. La versione della Cei traduce le parole di Gesù in Marco 8,34 in questo modo: «Se qualcuno vuol venire dietro di me rinneghi se stesso , mentre sarebbe meglio rendere il verbo greco aparnèomai con «negare nel senso di «vincere , «superare : se qualcun vuol venire dietro di me, si deve negare, si deve superare. Non si tratta di rinnegare se stessi quasi in odio a se stessi, ma si tratta di superare i propri interessi particolari per realizzarsi veramente nell adesione di qualcosa di più grande. Solo uscendo dal mio orizzonte inevitabilmente limitato sarò infatti nella condizione di incontrare qualcosa di più grande e di più stabile del mio piccolo e instabile Io, affidandomi al quale, il mio Io, nella sua profondità (l anima spirituale) non si perde ma si guadagna, si fortifica, si compie. Questa concezione dell esistenza presuppone un an- a Vito Mancuso. tropologia dinamica e non statica, considerata alla luce dell evoluzione e del progresso e non della stasi e della conservazione. Il nostro essere-energia va coltivato, speso, investito: solo così si sviluppano tutte le nostre potenzialità e diventiamo veramente ciò che siamo, cioè libertà che vuole la verità, che vuole aderire alla realtà. Autentico, formato dal greco autòs cioè se stesso, significa fedele a se stesso ma il paradosso che stiamo mettendo a tema è che proprio all interno dell uomo procedono le insidie e le trappole dell inautenticità. Proprio ciò a cui devo essere fedele per essere autentico è quanto maggiormente mi spinge verso il narcisismo all origine dell inautenticità. Per essere autentico devo essere fedele a me stesso ma, allo stesso tempo, devo diffidare di me stesso. Siamo dunque alle prese con una necessaria fedeltà a se stessi e con una altrettanto necessaria esigenza di trascendersi, perché se è vero che non c è nulla di più triste di una personalità grigia che quasi rimpiange di esistere, al contempo non c è nulla di più noioso di chi sa parlare solo di sé in un monotono susseguirsi di io, io, io. (V. Mancuso, La vita autentica, Raffaello Cortina Editore, 2009, pagg 107-110) 58
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