A CARTE SCOPERTE Guida didattica

#liberitutti 4 casa e annettono campo a campo, fino a occupare tutto lo spazio e restare da soli nel paese (cfr. Is 5,8). Questi testi dei profeti Amos e Isaia non sono voci lontane di molti secoli fa, non sono solo testi che leggiamo con riverenza nella liturgia. Sono realtà quotidiane, la cui crudeltà e intensità sperimentiamo ogni giorno... Questa difesa dei poveri, in un mondo gravemente conflittuale, ha provocato qualcosa di nuovo nella storia recente della nostra Chiesa: la persecuzione. Voi già conoscerete i dati più importanti. In meno di tre anni, più di cinquanta sacerdoti sono stati attaccati, minacciati e calunniati. Sei di loro sono già martiri, morti assassinati; vari altri sono stati torturati, e taluni espulsi. Anche le religiose sono state fatte oggetto di persecuzione. L emittente dell arcivescovado, come pure altre istituzioni educative cattoliche e di ispirazione cristiana, sono state tutte costantemente attaccate e minacciate, e ordigni micidiali sono stati fatti esplodere contro di loro a scopo intimidatorio. Numerose case parrocchiali sono state perquisite... dunque un fatto certo, che la nostra Chiesa sia stata perseguitata negli ultimi tre anni. Ma ancora più importante è considerare le ragioni per cui è stata perseguitata. Non è stato perseguitato un qualche sacerdote, né è stata attaccata una qualche istituzione. E stata perseguitata e attaccata quella parte della Chiesa che si è messa dalla parte del popolo povero e si è levata in sua difesa. E dì nuovo troviamo in questi fatti la chiave che ci consente di comprendere la persecuzione della Chiesa: i poveri. Sono nuovamente i poveri che ci fanno capire quel che è realmente accaduto. E per questo, la Chiesa ha cominciato a comprendere la persecuzione proprio a partire dai poveri. La persecuzione è stata provocata dalla difesa dei poveri ed essa pure null altro è se non farsi carico del destino dei poveri. La vera persecuzione è stata indirizzata verso il popolo povero, che è oggi il corpo di Cristo nella storia. Questi sono coloro che completano nel loro corpo quel che manca alla passione di Cristo. Ed è per questa ragione che anche la Chiesa, una volta che ha scelto di organizzarsi e di radunarsi nel nome delle speranze e delle ansie dei poveri, è andata incontro alla stessa sorte di Gesù e dei poveri: la persecuzione... Questa opzione della Chiesa per i poveri è ciò che spiega la dimensione politica della sua fede, come qualcosa che è già nelle proprie radici e nei propri tratti fondamentali. perché essa ha optato per i poveri concreti e non immaginari, è perché essa ha optato per i veri oppressi e i veri repressi, che ora la Chiesa vive nel mondo della sfera politica; e che essa si realizza, come Chiesa, anche attraverso questa sfera. D altro canto, non potrebbe essere diversamente, se, come Gesù, si dirige verso i poveri... Ma c è di più. Nel corso di questo processo, che ha portato la Chiesa a prendere posizione di fronte alla concreta e reale situazione socio-politica, la stessa fede è andata approfondendosi, lo stesso Van- gelo è andato mostrando la propria ricchezza. E così, in primo luogo, adesso sappiamo meglio che cos è il peccato. Sappiamo che l offesa recata a Dio è la morte dell uomo. Sappiamo che il peccato è veramente mortale; e non semplicemente per la morte interiore di chi lo commette, ma pure per la morte fisica e oggettiva che produce. In questo modo, noi facciamo memoria di quello che è il dato profondo della nostra fede cristiana. Peccato è ciò che procurò la morte al Figlio di Dio, e peccato continua ad essere ciò che procura la morte ai figli di Dio. Questa fondamentale verità della fede cristiana la vediamo quotidianamente nelle situazioni del nostro paese. Non si può offendere Dio senza offendere il fratello. E la peggiore offesa a Dio, il peggiore dei secolarismi è, come ha già detto uno dei nostri teologi, «il trasformare i figli di Dio, i templi dello Spirito Santo, il corpo storico di Cristo, in vittime dell oppressione e dell ingiustizia, in schiavi di appetiti economici, in scarti della repressione politica; il peggiore dei secolarismi è la negazione della grazia attraverso il peccato, è l oggettivazione di questo mondo come presenza operante delle potenze del male, come presenza visibile della negazione di Dio (p. I. Ellacuria)... Per questo abbiamo denunciato l idolatria che, nel nostro paese, si fa della ricchezza, della proprietà privata assolutizzata nel sistema capitalistico, del potere politico nei regimi di sicurezza nazionale, in nome dei quali si istituzionalizza l insicurezza degli individui (IV Lettera pastorale, nn. 43-48)... In secondo luogo, noi sappiamo ora meglio che cosa significhi l incarnazione, che cosa significhi che Gesù ha preso una carne realmente umana, e che si è fatto solidale con i suoi fratelli nella sofferenza, nei pianti e nei lamenti, nell offerta. Sappiamo che non si tratta direttamente di un incarnazione universale, che è qualcosa di impossibile, ma di un incarnazione preferenziale e parziale: un incarnazione nel mondo dei poveri. a partire da loro, che la Chiesa potrà essere per tutti, che la Chiesa potrà anche prestare un servizio ai potenti, attraverso una pastorale di conversione; ma non viceversa, come tante volte è capitato. Il mondo dei poveri, con caratteristiche sociali e politiche assai concrete, ci insegna dove debba incarnarsi la Chiesa, per evitare quella falsa universalizzazione, che finisce sempre col trasformarsi in connivenza con i potenti. Il mondo dei poveri ci insegna come debba essere l amore cristiano, che cerca certamente la pace, ma smaschera pure il falso pacifismo, la rassegnazione e l inazione; che deve essere certamente gratuito, ma deve pure cercare l efficacia storica. Il mondo dei poveri ci insegna come la sublimità dell amore cristiano debba passare attraverso l imperiosa necessità di un impegno perché sia resa giustizia alle maggioranze, senza rifuggire dalla lotta onesta. Il mondo dei poveri ci insegna che la liberazione arriverà non il giorno in cui i poveri saranno i meri destinatari di benefici resi dai governi e 40
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