A CARTE SCOPERTE Guida didattica

Documenti #chiamatipernome Il nome dice tutto di una persona. Senza il nome non si esiste (Qoelet 6,10) e senza nome un uomo, addirittura, non vale nulla (Giobbe 30,8). Il biblista don Vincenzo Vitale, condirettore delle riviste cattoliche Jesus e Credere, propone un excursus tra Antico e Nuovo Testamento proprio sui modi di concepire e intendere il nome nella Bibbia. 2 lica: così quello di Mosè, già citato sopra, e Gesù, che nell ebraico Yeshua ricorda la radice ebraica yasha, «salvare , ed è «presagio della sua missione (spiegazione data esplicitamente da Matteo 1,21). Senza il nome non si esiste (Qoelet 6,10) e senza nome un uomo non vale nulla (Giobbe 30,8). [...] Il nome è in qualche modo l «alter ego della persona: dove c è il nome, c è la persona. Dire dunque che nel tempio abita il «nome di Dio significa che vi abita Dio stesso (Deuteronomio 12,5). Il nome è talmente «prossimo alla persona che i Giudei non pronunciano, per rispetto, il nome divino, usando invece delle perifrasi (una è proprio «il Nome , ha-shem). Pronunciare il nome su un oggetto è prenderne possesso (2Samuele 12,28). Chi ha scritto su di sé il nome di Dio è suo servitore (Isaia 44,5). Colui su cui si pronuncia il nome di un potente è sotto la sua protezione: così nella benedizione da parte del sacerdote il nome divino è posto sul popolo e Dio lo benedice (Numeri 6,27). Invocare il nome di Dio (nel culto) è accettare di uscire da se stessi, atto di espropriazione e accettazione di un appartenenza, che diventa fonte di benedizione (Numero 6,24-27). Gesù insegna il nome nuovo di Dio (Luca 11,2: «Quando pregate dite: Padre ). Il «nome di Signore (in greco kyrios) viene dato a Gesù dal Padre con la risurrezione (Filippesi 2,911). Un ultima parola sulla rivelazione del «nome divino che Dio stesso fa a Mosè al roveto ardente, in seguito alla richiesta di «conoscere il nome divino per potersi accreditare presso gli Israeliti: «Io sono colui che sono (Esodo 3,15). In base al contesto, il nome rivelato da Dio (YHWH, il tetragramma sacro, spesso trascritto come Jahweh) ha a che fare con la liberazione dall Egitto: è in questa vicenda che Dio si fa conoscere come colui che «è presente al suo popolo , è «a suo favore , si affianca a lui in un cammino di condivisione e verso la libertà. Nomen omen: questo è il nostro Dio. E in Gesù questo suo disegno ha conosciuto la sua realizzazione. Leggendo la Bibbia si scoprono modi di concepire e intendere il nome piuttosto diversi dall uso moderno. Per gli antichi in generale il nome porta qualcosa della realtà della persona. Così il nome «Adamo richiama la sua origine dalla terra, di cui è impastato ( adam in ebraico, infatti, suona simile ad adamah , terra: Genesi 2,7). Il nome di una persona può rimandare al suo comportamento (1Samuele 25,25: Nabal, il cui nome significa «stolto , si comporta secondo il suo nome). Il nome può racchiudere il destino di una persona: così Esodo 2,10 spiega il nome di Mosè (in realtà un nome egiziano) con il verbo mashah, «trarre fuori da : salvato dalle acque, e salvare sarà la missione di Mosè nei confronti del suo popolo da parte di Dio. Altri nomi sono spiegati con etimologie popolari, per somiglianza del nome con una radice ebraica (ad es. Genesi 35,16-18: il figlio di Rachele, chiamato prima Ben-Oni, «figlio del mio dolore , per le circostanze in cui viene dato alla luce, e poi Beniamino, «figlio della destra , nome beneaugurante). Incontriamo poi nomi dal significato curioso: Nacor significa «colui che russa (forse una caratteristica del personaggio?), Debora significa «ape (un augurio dei genitori che sia industriosa come l insetto in questione), Tamar significa «palma (auspicio di fecondità). Il nome di un eroe è riletto in chiave simbo- Don Vincenzo Vitale, I nomi e la Bibbia, da Adamo fatto di terra a Nacor che russa , in Famiglia Cristiana (http://www.famigliacristiana.it/articolo/dice-tutto-della-persona-il-nome-nella-bibbia.aspx) 18
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